Dal 1883 ai giorni nostri.
È questo l'arco temporale di oltre un secolo nel
corso del quale si è svolta la storia delle Casse Rurali
diventate, in tempi più recenti, Banche di Credito
Cooperativo (BCC). Il 20 giugno del 1883 veniva fondata la
prima Cassa rurale a Loreggia in provincia di Padova ad opera
di Leone Wollemborg. Solo quattro anni dopo
venne costituita la prima Federazione delle Casse rurali
organizzate in modo unitario.
Con l'emanazione nel 1891 dell'enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII, che esortava i cattolici ad intraprendere iniziative concrete in campo economico per stimolare lo sviluppo dei ceti rurali e del proletariato urbano, prende avvio un vasto processo di nascita e diffusione delle Casse Rurali in diverse regioni italiane.
Nel 1905 nasce la Federazione Italiana delle Casse Rurali, che si impegna nella formazione di numerose Federazioni locali. Nel 1922 le Casse rurali sono 3.540.
Dal 1936 La Federazione è affiancata dall'Ente Nazionale delle Casse Rurali Agrarie ed Enti Ausiliari. Nel 1944 la Federazione, a seguito di una ordinanza, viene sciolta.
L'anno successivo viene varato il Testo Unico sulle CRA
- Casse Rurali ed Artigiane dove vengono definite come
società cooperative aventi per oggetto principale
l'esercizio del credito a favore di agricoltori e del
credito a favore di artigiani, congiuntamente e
disgiuntamente.
Nel 1950 viene costituita la
Federazione Italiana (Federcasse) che,
dopo la liquidazione dell'Ente Nazionale delle Casse Rurali
Agrarie ed Enti Ausiliari avvenuta nel 1979, è oggi
l'unico organismo di rappresentanza del Credito
Cooperativo.
A partire dagli anni 60 prende avvio un periodo di intenso sviluppo del movimento: nel 1963 viene fondato l'ICCREA Istituto centrale delle CRA, mentre nel 1978 viene costituito il Fondo di Garanzia dei Depositanti primo esempio in Italia di un organismo di autotutela delle banche e, indirettamente, degli interessi dei depositanti.
Con il Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia del 1993 vengono cancellati i limiti di operatività fino ad allora in vigore, consentendo alle Banche di Credito Cooperativo (questa la nuova denominazione) non solo di offrire tutti i servizi e i prodotti delle altre banche, ma anche la possibilità di diventarne socio per chiunque operi nel territorio di competenza.
È storia di oggi il processo di razionalizzazione del movimento di Credito Cooperativo avvenuta attraverso la trasformazione del gruppo in sistema. Queste le tappe del cambiamento: